9 febbraio 2010: un anno fa l'attentato a Tiberio Bentivoglio.Tiberio Bentivoglio è un imprenditore reggino che, da anni, ribadisce il suo no al pizzo. "Il pizzo non è una semplice richiesta di soldi" spiega nella storia consegnata a Daniela Pellicanò. Il pizzo è una richiesta di autirità: se paghi significa che riconosci di essere servo di un padrone diverso da te stesso.Un anno fa l'attentato. Ma la storia di Tiberio è lunga e difficile. Un percorso doloroso affrontato con la sua famiglia, ma con tutto il resto del mondo contro: lo Stato che non ti tutela abbastanza ma pretende quando arriva il proprio turno, gli istituti finanziari che non distinguono il motivo per il quale una persona perbene, d'un tratto, diventa morosa. Persino la Chiesa ti lascia se le tue azioni danno il cattivo esempio. E Tiberio Bentivoglio è decisamente, un cattivo maestro per i "valorosi delinquenti" che controllano il territorio, un paese, una provincia, una intera regione. Sto leggendo la sua storia. Me l'ha fatta avere un amico giornalista. Sono a metà. Sono arrivata a un punto in cui posso tirare un sospiro di sollievo. Ancora qualche pagina e Tiberio incontrerà Libera, l'Associazione contro le mafie fondata da don Ciotti. Nel corso della lettura prendo i miei appunti per un'intervista che mi piacerebbe fargli. E penso che sarebbe un insegnante perfetto.